testo Andrea Falcone
regia Giacomo Bogani
con Giacomo Bogani, Elisa Vitiello, Julio Escamilla
musiche Alberto Pretto
produzione La Piccionaia Centro di Produzione Teatrale
Età consigliata: dai 3 anni
Durata: 45 minuti
333 porcellini è una nuova narrazione della fiaba tradizionale. Il grande lupo cattivo ci offre uno specchio in cui guardarci: una società adulta che rischia di buttare giù ogni cosa, a partire dalle case dei più fragili. I porcellini che si aiutano e resistono al vento lupesco, assomigliano a un’umanità nuova, una società futura, fatta di bambine e bambini pronte e pronti a darsi una mano. In questa messa in scena sarà possibile sentire l’eco di temi al centro del dibattito odierno: la perdita della casa, lo smarrimento degli sfollati e il valore dell’accoglienza.
333 sono le bambine e i bambini che ogni quaranta minuti sono costretti a lasciare le proprie case per eventi legati alla crisi climatica (dati Unicef, 2023). Hanno visto la loro casa essere spazzata via, essere travolta, allagata, incendiata. Spiega il documento: «Molti bambini devono abbandonare la loro abitazione più di una volta, e alcuni di loro non torneranno mai a casa. La crisi climatica ha portato il caos nella loro vita. Intanto, le emissioni continuano ad aumentare». Quel lupo cattivo che soffia siamo noi. Raccontare un altro modo di vivere offre un percorso diverso, un nuovo patto, per porcellini e lupi, bambini e adulti.
INGRESSO: 6 € – GRATUITO: bambini/e con certificazioni e insegnanti
Prenotazioni entro il 15 ottobre a direzione@teatrodeandre.it
333 PORCELLINI / SCHEDA DIDATTICA
Lo spettacolo – una presentazione
“333 porcellini” nasce dalla fiaba tradizionale dei tre porcellini che tutti conosciamo per raccontare qualcosa di importante che succede nel mondo che ci circonda. Qui fuori, infatti, c’è qualcosa che soffiando e soffiando butta giù le case di tanti abitanti del nostro mondo. Non è un lupo, ma un tempo da lupi. È la crisi climatica globale che, secondo l’ultimo report di Unicef, ha costretto negli ultimi cinque anni 134 milioni di persone ad abbandonare le loro case. Tra queste persone, 43 milioni sono bambini.
Bambini, porcellini. E così torniamo alla nostra storia. Nello spettacolo i porcellini sono bambine e bambini che si aiutano l’uno con l’altro per affrontare il vento lupesco. Si ascoltano, si accolgono, cercano qualcosa per rendere casa un posto che fino a un attimo prima non lo era. Si adattano e si preparano per un mondo che cambia, affidandosi alla magia del racconto e al calore dell’amicizia.
Perché i porcellini sono partiti? – la funzione della fiaba
Storicamente, le fiabe non sono nate per parlare di un altrove fantastico, ma per raccontare ai bambini e alle bambine le sfide e i problemi che avrebbero presto incontrato. Conflitti che la società degli adulti non era riuscita a eliminare. Alle bambine le fiabe tradizionali (la bella addormentata, Cenerentola, Biancaneve e le altre) raccontano la difficoltà di crescere, il rischio di non riuscire a costruire una famiglia, il pericolo di trovare un uomo violento. Ai bambini raccontano il peso del lavoro, il pericolo dei rapporti di potere, il desiderio di rivalsa. A entrambi raccontano la fame.
La fiaba dei porcellini è una di queste. In molte versioni il motivo della partenza dei tre protagonisti è reso esplicito: lasciano la casa materna perché non c’è abbastanza cibo né abbastanza spazio. E non è un caso che il destino del lupo, a risposta del problema iniziale, è proprio quello di finire in pentola.
La nostra versione è diversa, ma non troppo. Il problema che vogliamo raccontare è un problema reale come quelli narrati dei nostri predecessori. E come loro, facciamo del nostro meglio per inventare storie che aiutino i cuccioli della nostra specie a prepararsi.
Oltre lo spettacolo – gli obiettivi
Unicef ha calcolato che ogni giorno sono 20.000 i minori costretti ad abbandonare le loro case, case che sono state distrutte da tempeste e inondazioni (95% dei casi), da incendi o eventi legati alla desertificazione. E queste tragedie non stanno avvenendo in un mondo diverso, lontano dai nostri occhi, ma sono appena fuori dalle nostre finestre. Tra i dieci luoghi al mondo con una maggiore percentuale di bambini sfollati sulla popolazione totale ci sono stati mediterranei, nostri vicini (Spagna, Grecia, Turchia). Quello che oggi capita a loro, domani capiterà a noi. Ma il racconto dei dati (così preoccupanti!) è solo la prima parte dello studio Unicef da cui siamo partiti. La seconda parte è dedicata alle azioni da intraprendere. E queste azioni riguardano proprio i bambini e le bambine che Unicef ci dice che vanno “educati e incoraggiati a confrontarsi coi cambiamenti che il clima imprime alle nostre vite, sviluppando doti di resilienza, spirito critico e solidarietà”. La fiaba, lo spettacolo, il teatro è nelle nostre intenzioni anche questo: una tecnica di sopravvivenza.
Costruire una casa di paglia – Tecniche e linguaggi
Nessun porcellino da solo potrebbe affrontare il lupo; tutti i porcellini insieme si salvano. Le pratiche di ascolto, condivisione e collaborazione sono al centro della fiaba tradizionale e anche di questo spettacolo. La regia di Giacomo Bogani e la produzione si sono mosse attorno a questo nucleo centrale strutturando uno spettacolo in cui le diverse componenti sono state chiamate a un incontro creativo. Così, i testi sono stati creati dall’autore Andrea Falcone in dialogo con la regia e il cast, per dar forma a personaggi capaci di esprimere il proprio messaggio attraverso una molteplicità di linguaggi (teatro fisico, teatro di parola, gramlot). Le musiche originali, composte da Alberto Pretto, sono state realizzate sempre grazie alla collaborazione del cast che ha curato la realizzazione di tutti i suoni, le voci, i rumori, intessuti nella partitura sonora. Per le scene e i costumi sono stati coinvolti due giovani artisti, Noemi Coraggio e Giacomo Lorenzoni, a cui è stato chiesto di tradurre attraverso i colori e i materiali, i pensieri e le parole fornite dalle altre componenti dello spettacolo. Il risultato è un piccolo grande mix di tecniche, linguaggi, sforzi. Una casa di paglia, che ci auguriamo possa resistere a tutti i rivolgimenti del tempo.