una fantasia alpinistica basata sul memoir di Joe Simpson

tratto dal romanzo di Joe Simpson 

adattamento David Greig

traduzione Monica Capuani

con Lodo Guenzi, Eleonora Giovanardi, Giovanni Anzaldo e Matteo Gatt

regia Silvio Peroni

scene Eleonora De Leo

disegno luci Gianni Bertoli

musiche originali Oliviero Forni

aiuto regia Alessia Cappello

una produzione Pierfrancesco Pisani e Isabella Borettini per Infinito, Argot Produzioni e ACCADEMIA PERDUTA / ROMAGNA TEATRI Centro di Produzione Teatrale  in collaborazione con AMAT con il contributo di Regione Toscana

 

Tratto da una storia vera, la pièce è ambientata nel 1985 durante la scalata nelle Ande Peruviane, dove gli alpinisti Joe Simpson (interpretato da Lodo Guenzi) e Simon Yates (Giovanni Anzaldo) restano vittime di un incidente durante la fase di discesa che provoca la caduta di Joe in un dirupo.

Simon, per non rischiare di precipitare assieme al suo compagno, è costretto a tagliare la corda da arrampicata. La storia si ambienta tra passato e presente, tra passione, sensi di colpa, amicizia e resilienza, in un tempo e spazio che si fondono costantemente, ponendo il pubblico in un interrogativo costante: “Cosa avremmo fatto al posto di Simon?”.

Rappresentato per la prima volta in Italia, il testo del drammaturgo scozzese, pone alla base dell’opera il tema delle scelte, etiche e non, che circondano gli eventi.

 

Il fatto è che la domanda è sbagliata. Quando ti chiedono, perché scali, la domanda presuppone che stare qui, a inerpicarti sulle rocce, è strano. Ma non è scalare che è strano – è non scalare. Arrampicare è quello che gli esseri umani fanno. Lo fanno da centomila anni – è quello che abbiamo fatto da ancora prima di essere umani – da quando eravamo solo scimmie – ci siamo evoluti mettendo le mani su pietre, rami, trovando un appiglio per tirarci su – guarda un ragazzino qualsiasi – femmina o maschio in un parco-giochi – o su un muro per strada – che fanno – scalano… Non è scalare che è strano – è la vita normale – vivere in cattività – fare un lavoro – stare a una scrivania – stravaccarsi su un divano con gli occhi vuoti a guardare la TV– è fare jogging – è il mutuo – camicie sintetiche e giacche lucide e leccare il culo a un ventenne – case e macchine – discorsi inutili e cazzate – è la civiltà – è questo che è da pazzi – è questo che è strano – non perché scali? Ma perchè non scali?

JOE, Toccando il vuoto

INFO E PRENOTAZIONI: Biglietteria Teatro De André

Dal 5 agosto 2025: vendita biglietti per i singoli spettacoli della sezione “Prosa”

ACQUISTA ONLINE:  Vivaticket